La gran final – il grande match (2006), Spagna, di Gerardo Olivares.
E’ la storia di tre gruppi che vivono a centinaia di chilometri dal televisore più vicino dal quale poter seguire la finale dei campionati del mondo di calcio del 2002 tra Germania e Brasile. Una famiglia di nomadi della Mongolia, una carovana di Tuareg del Sahara e un gruppo di Indios dell’Amazzonia, per raggiungerlo, devono affrontare ogni tipo di difficoltà, dimostrando di possedere le risorse necessarie e la volontà per realizzare il loro sogno.
I mongoli che hanno cambiato percorso delle rotte e adesso seguono le linee elettriche, i tuareg in piedi con la mano sul cuore per l’inno nazionale tedesco che fanno compravendita delle foto delle ben conosciute modelle di Playboy, gli indios che si fanno il segno della croce passando davanti alla missione cattolica e saranno obbligati a vestirsi per entrare negli stadi dei prossimi mondiali sono alcuni dei tratti di in un film in cui il calcio è alla fine solo l’espediente per raccontare, con occhio anche documentaristico, perchè è da lì che viene Olivares, un mondo dalle sembianze sempre più uniformate.
Simpatico è l’aggettivo che meglio descrive il primo lungometraggio del regista; proprio come (desolatamente) afferma un detto in uso da sempre tra la popolazione maschile.
Se riusciste a vederlo solo con i sottotitoli, non doppiato, sarebbe meglio. Come potete constatare dal teaser postato.